Le storie NERE del Corriere dei Piccoli

Codice: 9788897926757
24x33
96
 pp.
col.
brossurato
Prezzo: 28,90€

Le storie NERE del Corriere dei Piccoli

Le storie NERE nel Corriere dei Piccoli, presenta ai lettori di oggi i fumetti italiani in cui – dal 1908 al 1936 – appaiono personaggi africani o di colore, sia come protagonisti, sia come presenze occasionali.
Da Bilbolbul, primo grande fumetto italiano a Bonaventura, a Pier Lambicchi, fino a Romolino e Romoletto, piccoli balilla in Africa, o a personaggi che si chiamano Bomba e Zimbo, Tidna Danna, Mingo-Mango o Faccetta Nera, un’antologia dell’Africa nel fumetto italiano nel «Corriere dei Piccoli».

Oggi si parla finalmente della colonizzazione italiana per molto tempo sottaciuta,  in Libia ed Eritrea e quello che si scopre in queste pagine è un mondo  ancora radicato in stereotipi ottocenteschi. 

Accompagnati da testi di studiosi molte immagini e documenti e più di 60 pagine di fumetti di alto contenuto artistico – Mussino, Sto, Gustavino, Rubino – famosissimi o tutti da scoprire.

Firmano i saggi del libro: dott. Alessandra Lazzari, del CNR, Gianfranco Manfredi, sceneggiatore, oltre che scrittore e cantautore, Matteo Stefanelli, studioso di fumetto dell'Università Cattolica, Alessio Trabacchini, saggista e studioso, Fabio Gadducci, storico del fumetto e docente dell'Università di Pisa, Sergio Lama, bibliofilo, dott. Roberto Bianchi, dell'Università di Firenze, Igiaba Scego, scrittrice e giornalista afroitaliana, Laura Scarpa autrice e saggista.

«Il razzismo è stato sdoganato purtroppo. Ma è solo il razzista dichiarato il nostro problema? Spesso l’antirazzismo italiano gioca di rimessa. È un antirazzismo che risponde agli stimoli xenofobi, ma non sa più dettare l’agenda. È paradossale la situazione che stiamo vivendo. Si reagisce (ad una barzelletta, a una dichiarazione, a un pestaggio), ma spesso non si agisce in maniera preventiv  sa sulle cause del razzismo che ci avvolge. Non riflettiamo più. Siamo in difesa, sempre in trincea, sempre a rispondere e mai a domandare».
(dalla postfazione di Igiaba Scego)